Questo sito utilizza i cookie per gestire e migliorare la tua esperienza di navigazione del sito. Proseguendo con la navigazione accetti l’utilizzo dei cookies. Per maggiori informazioni su come utilizziamo i cookie e su come rimuoverli, consultate la nostra politica sui cookies.

lunedì 5 dicembre 2016

SEMIFREDDO AL CAFFE' PER IL CALENDARIO DEL CIBO AIFB E LA SETTIMANA NAZIONALE DEL CAFFE'.



Da oggi inizia La Settimana del caffè per IL CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO di AIFB della quale è ambasciatrice Mai Esteve del Blog Il colore della Curcuma.
Nel profumo del caffè io ci sono cresciuta, visto che il nonno Peppino (il marito della nonna Maria) era titolare di una torrefazione che dagli anni 30 che operava sul mercato di Milano fornendo i locali della "Milano da bere" più conosciuti.
Ancora adesso, quando passo davanti al portone di Via Olona 2, a Milano, mi par di sentire ancora il buon profumo che veniva dalla macchina per tostare i chicchi verdi e piccini. 
Se chiudo gli occhi mi par di vedere ancora la grande macchina torrefattrice in azione, con il nonno che ne controllava il lavoro; i sacchi di iuta impilati in ordine in magazzino; il grande ufficio con le poltrone di cuoio ed il mobile con i vari tipi di caffè in bella mostra.
Quante volte ho aiutato a riempire i sacchetti bianchi con la Z che ne determinava la firma di Nonno e con la scritta a mano (in bella calligrafia) della miscela scelta.
In supporto alla giornata mi è subito venuto in mente questo dolcissimo peccato di gola che ha un sapore un po' "agée" ma è stato sempre apprezzato come fine-pasto nelle mie cene o nei pranzi di famiglia.
Certo non si può definire "light" visto la quantità di burro che si utilizza per la sua realizzazione ma, tra le ricette di dolci (pochi) che mi ha lasciato mia madre, è sempre stato una buona soluzione.
L'ho già pubblicato in passato (qui) ma mi è parsa un'ottima occasione per supportare l'interessante articolo di AIFB redatto da Mai.
Quindi, per gli amanti di questa bevanda, consiglio vivamente di provare a realizzarlo (magari in monoporzione) e vedrete che ve ne innamorerete.
Non a caso il Martirio, uomo che solitamente non propende per il dolce, me lo chiede ogni tanto.


SEMIFREDDO AL CAFFE'






Montate il burro con lo zucchero a velo sino a che diventa bianco e spumoso.
Aggiungete, 1 alla volta, i tuorli.
Aggingete a filo 1 tazzina di caffè.



Prendete una pirofila (meglio se in vetro), foderatela con la pellicola trasparente.
Distribuite sul fondo metà del composto livellandolo bene.
In un piatto fondo o una terrina, mescolate i 2 liquori ed il caffè rimasto.
Distribuite metà dei biscotti, imbevuti della bagna, sul primo strato di crema. 
            Ricopriteli con un altro strato di crema (sempre ben livellato) e aggiungete 
            altro strato di biscotti.

Fate riposare in freezer per almeno 2 ore. Prima di servire, capovolgete la teglia su un piatto di portata, togliete la plastica con la quale vi aiuterete a sformarlo, e cospargetelo di cacao (o codette di cioccolato).
Guarnite con i chicci di caffè. 



sabato 3 dicembre 2016

Tronchetto di Natale perché si sente aria di festa.

Comincio a sentire "aria" di Natale e, come tutti gli anni, comincio a sentirne anche la pressione.
Fine anno lavorativo e tante situazioni da chiudere, da sistemare, da rendicontare e poco tempo davanti.
Poi ci sono le vacanze di Sant'Ambrogio, che per noi Milanesi vuol dire addobbare l'albero, fare il presepe, fare le prime impastate di biscotti o i primi pacchettini da mettere sotto l'albero. Ussignur: quando ero giovane voleva dire (soprattutto) rimettere gli sci ai piedi e riaprire la stagione tra piste innevate e punch al mandarino nei rifugi.
Da madre di famiglia credo siano giusto 14 anni che non rimetto ai piedi gli sci... e mi dispiace. A dire il vero, ogni anno mi viene la malinconia ma poi, pensando alle cadute ed alla mia tenerà età, mi passa la malinconia quasi subito!
Quindi a fine novembre, generalmente dopo il pranzo del mio compleanno, comincio a stilare il menù di Natale col quale far contenti tutti i commensali.
Quest'anno mi piacerebbe un dolce scenografico ma non "esagerato". Qualcosa che ricordi il periodo e cosa, quindi, meglio di una "buche di Noel" o Tronchetto di Natale? Non è troppo difficile e fa bene anche agli occhi.

Quindi ho pensato di far subito una prova per vedere il risultato e... mi è piaciuto!!! A dire il vero è piaciuto anche ai miei commensali, tanto che non sono riuscita a fare una foto di una fettina. Il ripieno comunque si vede bene anche dalla torta montata.

La ricetta? Eccola qui.

TRONCHETTO DI NATALE AL PISTACCHIO


Ingredienti per il rotolo di bisquit:
4 uova medie
4 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di farina

Ingredienti per il Cremoso al pistacchio:
(ricetta di L. Di Carlo-rivisitata)
100 g di latte intero
88 g di panna fresca
10 g di glucosio 
6 g di gelatina in fogli
210 g di cioccolato bianco
250 g di mascarpone fresco
2 cucchiai di pasta di pistacchio.
+ 40 g di pistacchi tritati per guarnizione

Ingredienti per la ganache al cioccolato:
200 g di cioccolato fondente al 70%
100 g di panna fresca



Dividete i tuorli dagli albumi e montate questi ultimi a neve ferma.
Unite, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto, i tuorli uno alla volta.




Aggiungete lo zucchero e la farina sempre mescolando delicatamente dal basso verso l'alto per non far smontare il composto.




Foderate il fondo di una teglia cm. 36 x 26 con un foglio di carta da forno bagnato e strizzato.




Versate il composto e livellatelo con una spatola cercando di avere una superficie liscia ed uniforme.
Infornate a 150°C con forno statico per 10/15 minuti (dipende dal vostro forno) o fino a che la superficie comincerà a brunire.





Sfornate il bisquit su uno strofinaccio inumidito e lasciare raffreddare.
Una volta raffreddato, bagnate il foglio di carta da forno e staccate con attenzione lo stesso dallo strato di bisquit.




Preparate a questo punto il cremoso. Ammollate la gelatina in acqua fredda e
spezzettate il cioccolato bianco.


Portate i primi tre ingredienti ad ebollizione, unite la gelatina strizzata, versate sul cioccolato bianco ed emulsionate bene con il frullatore ad immersione. 


Aggiungete il mascarpone leggermente scaldato al microonde (solo per qualche secondo), mixate ancora per un minuto.
Unite la pasta di pistacchio e  trasferite in un contenitore, coprite con la pellicola a contatto e lasciate in frigorifero per tutta la notte.

Preparate la ganache di cioccolato spezzattando il cioccolato fondente. 
Fate scaldare la panna sino a quando comincerà a fremere. Versatela sul cioccolato spezzettato e mescolate sino a che si sarà sciolto il cioccolato. Fate riposare a temperatura ambiente per almeno 1 ora.



Montate la torta spalmando il cremoso al pistacchio all'interno del bisquit. Cospargete il cremoso con i pistacchi tritati e arrotolate strettamente aiutandovi con lo strofinaccio. 
Fate riposare il rotolo in frigorifero avvolto da carta da forno per almeno 1 ora.

Tagliate le due estremità del rotolo trasversalmente in modo da creare due pezzetti più piccoli che utilizzerete come "rami" o "nodi" nella composizione.


Formate la struttura del tronchetto e ricopritela con la ganache che si sarà raffreddata e leggermente solidificata. Eseguite le venature del tronco utilizzando i rebbi di una forchetta.


Guarnite con palline di zucchero argentate o foglioline di zucchero.

Fate riposare il dolce almeno 1 ora in frigorifero per consentire alla "corteccia" di stabilizzarsi. 


domenica 27 novembre 2016

PAN BRIOCHE AL KEFIR CON ZUCCA E MARMELLATA DI LIMONE PER PANISSIMO #44



Sono emozionata! Partecipo ad un contest con un gruppo di "panificatori" veramente eccezionali. 
Io che amo tantissimo i lievitati, sto seguendo in sordina, da tempo, questo gruppo che produce meraviglie che io nemmeno potrei sognare.
Da questo gruppo è partito, qualche settimana fa, un invito a mandare i dati per un contest promosso da una ditta che produce marmellate e confetture, PURE STAGIONI.
Di solito io produco direttamente le confetture che poi utilizzo per produrre crostate, merende per Arc, oppure spalmo direttamente sul pane (quando non trangugio a cucchiaiate!!!)
Mi piace tuttavia provare confetture che posso acquistare su mercato (la confettura di mirtilli che trovo in Alto Adige, in vasetti di plastica, non ha eguali!!) o che ha abbinamenti "diversi dai soliti".
Quindi ho agito d'istinto: mi sono lanciata ed ho comunicato i miei dati senza ragionarci particolarmente su. Non mi è venuto in mente che mi sarei confrontata con dei mostri della panificazione! Nooooo!!!
Poi, quando mi sono arrivate le confetture mi è preso il panico: e adéss se fém?
(trad. ed ora che facciamo?)
Ad essere sincera quella al peperoncino mi attirava tantissimo ma, essendo in famiglia l'unica che apprezza il piccante, ho dovuto scartarla a priori (ma me la sbaferò da sola con i formaggi!!!!) perché tendo a cucinare quello che il desco famigliare può apprezzare e consumare.
Quindi ho identificato una ricetta che non ho testato più e più volte in famiglia ma non ho ancora pubblicato, e che ha riscosso abbastanza successo anche con i colleghi (che spesso mi fanno da assaggiatori).
Ma questa ricetta volevo fosse legata al periodo autunnale che io amo tanto per i colori e per i doni di Madre Natura. Tra questi la zucca la fa da padrona in casa mia e la "infilo" in quasi tutte le preparazioni.

domenica 13 novembre 2016

I cuoricini alle mandorle e la menopausa



Arriva per tutti la mezza età.
E' quella fase della vita dove crescono gli acciacchi ed alle donne calano culi e tette.
Pure la pazienza cala ma, per noi donne, questo calo è giustificabile con la parola MENOPAUSA...
E, mentre la pazienza (e non solo) cala, crescono gli impegni, le responsabilità nei confronti della famiglia.
Ti trovi a lottare con giovani in piena tempesta ormonale e che si affacciano alla terribile età dell'adolescenza fatta di "NO" "NON ORA" "LO FACCIO DOPO". Ed intanto i vestiti si accumulano sulle sedie, i libri sparsi per casa, squilli delle chat imperversano mentre si sono barricati in bagno (ovviamente quando devi uscire e vorresti darti un colpo di spazzola per non spaventare i passanti).
Ti rendi conto che ci sei passata anche tu (secoli addietro, ovvio!!) e che forse potresti provare con toni più morbidi a far cooperare l'adolescente di casa, ma poi se non urli ti prende sottogamba, ti ignora. 
Urlando invece provochi il Martirio che ti rimarca che stai diventando intrattabile - "sarà la menopausa" (e ridaje!) e che il tuo tono di voce è troppo alto.
Per non peggiorare la situazione con il Martirio adotti quello che io chiamo "urlo sottovoce" che ha la stessa imperiosità di un grido a piena voce, ma che (in compenso) ti fa sembrare la protagonista di Poltergeist prima di essere esorcizzata.
Risultati: pochini; mal di gola: frequenti.
A questo vorresti trovar conforto nella parte "matura" (93!!) della parentela ma lì è in atto il processo inverso.
Padre ultranovantenne diventa come un bambino. Fa gli stessi capricci, arrivando al punto di accentuare la sordità (io sono convinta spenga addirittura l'apparecchio acustico) quando si affrontano argomenti che non lo interessano.
Quindi, nel vano tentativo di farti capire, stai gridando nel ricevitore del telefono mentre il babbo insiste a rispondere tutt'altro con la scusa che "non sente bene" o "non ha capito".
Ti rifugi nelle pulizie di casa, da anni immemori unico modo reattivo di farmi passare il nervoso. Lì la "mezza età" torna a farsi sentire: la schiena si blocca, ti viene l'asma per la polvere smossa, l'orticaria perché non ti sei mai abituata ad usare i guanti di gomma con i detersivi...
Che fai? Esci! SHOPPING!!!!

giovedì 10 novembre 2016

Marronata di castagne e ma chi me la fa fare!!!


Adoro l'Autunno: da sempre. 
Con le sue nebbie in pianura che avvolgono come un velo quello che ti circonda rendendo il tutto irreale, cambiando i contorni duri e netti dei palazzi, modificando le proporzioni e rendendo impalpabili le distanze.
Sarà che sono nata in una notte di nebbia fitta e della nebbia non ne ho mai colto il lato angosciante che alcuni percepiscono. 
Ma l'Autunno ha anche le sue giornate di cieli di un azzurro che abbaglia; con le foglie che incendiano con le loro millemila sfumature di arancione, rosso, marrone, i boschi che circondano la casetta gialla.
Vi è il suono dei passi sulle foglie del sottobosco, che invadono ogni centimetro dei sentieri battuti dagli uomini e dagli animali.
Amo i profumi del sottobosco: famigliari; rassicuranti.
Amo quello che i boschi regalano in Autunno. 
Funghi spugnosi e profumati: mazze di tamburo che trovi ai piedi del viottolo dietro la cappelletta con dipinta la Madonna di Oropa; mazzi di chiodini incastrati nei ceppi di castagni abbattuti; rami di pungitopo che cominciano ad ornarsi di bacche colorate e... le castagne.
I pendii di contorno alla casetta gialla sono ricoperti di altissimi castagni che da settimane piangono ricci pieni e carichi di frutti lucenti.
Non riesco a rinunciare a fermarmi a raccoglierne un cestino pieno, malgrado la schiena ancora dolorante.
Rotonde, lucidissime, di un marrone scuro con riflessi d'oro. Grandi.

domenica 23 ottobre 2016

UNA CHIFFON CAKE AL PISTACCHIO CHE SI CREDE UNA NAKED CAKE E LE MAMME CHE INVECCHIANO






I figli crescono e le mamme invecchiano.
Quando te ne accorgi? Quando, con il piccolo di casa, cominci a partecipare agli "open day" dei licei.
Si. Il cucciolo di casa, quello che avevi in pancia giusto poche settimane prima, sale le scale davanti a te del liceo Classico che vorrebbe frequentare.
Le scale di uno di quei Licei storici di Milano, dove hanno studiato le tue amiche, dove si accalcano durante l'anno frotte di adolescenti ansiosi di crescere, imparare.
Lui? Il piccolo? Ma se mi sembra ieri di averlo lasciato sulle scale della sua prima elementare, con la cartella dei Gormiti sulle spalle piena di quaderni con i quadrettoni grandi, con le matite colorate e i primi accenni di una scrittura incerta.
Io ed il Martirio siamo invecchiati di colpo. 
E' successo sabato scorso, sulle scale di un liceo vicino alla scuola superiore frequentata dal Martirio mille mila anni fa.
Lo abbiamo visto salire i mezzo agli altri le scale della conoscenza, lo abbiamo visto curiosare nei laboratori, attardarsi in biblioteca con un sorriso entusiasta mentre si rendeva conto della quantità di libri stipati sugli scaffali.
Il percorso che sembra avere scelto è impegnativo ma, invece di titubare dopo avere sviscerato il piano formativo dell'indirizzo classico, lo abbiamo visto entusiasmarsi per i potenziamenti proposti dalla scuola. 

martedì 11 ottobre 2016

ORZOTTO ALLE MORE E TOMA STAGIONATA PER UN AUTUNNO MILANESE



Freddo. Freddo umido, per giunta! 
Così, di colpo, senza mezze misure è arrivato l'Autunno.
Intendiamoci: io adoro l'Autunno.
Adoro i suoi colori, i profumi del bosco in Autunno, il fumo del camino con i ceppi che scoppiettano.
Adoro l'Autunno nella Casetta Gialla.
Appunto: quest'anno mi sa ma me lo perderò tutto perché la stufa che scalda la cucina/sala della Casetta Gialla, ha dato forfait. Quindi: si gela!
Muri spessi fatti di sasso sono una manna per tenere al fresco nelle afose giornate di Luglio ed Agosto.
D'Autunno (e in Inverno) è un'altra cosa. Una cella frigorifera al confronto assomiglia alla sauna e non importa che funzionino quelle delle camere, in cucina si gela.

sabato 1 ottobre 2016

Spaghetti cime di rapa e liquirizia per #girodeiprimi che oggi passa in Calabria


Calabria: ultima tappa del nostro interessante giro d'Italia promosso da Pasta di Canossa e La Melagranata- Food Creative Idea. Mi è piaciuta questa "caccia ai tesori" su territori che sono diversi dal mio.
Coniugare tradizione, territorialità e fantasia per proporre dei primi interessanti, è stato sfidante e gratificante.
Questa volta (dicevo) siamo in Calabria e, di primo acchito, mi sono venuti in mente i suoi sapori decisi, pieni di fuoco.
Peperoncino e 'nduia sicuramente sono una firma tutta calabrese sulle nostre tavole.
Mi è venuto in mente il suo mare, cristallino e che sa di vacanza; ma di altri ingredienti meno scontati non me ne venivano in mente.
Poi però, un'amica mi ha ricordato che anche la liquirizia è un'eccellenza calabrese. 
Da qui a ricordarmi di una ricetta del Cucchiaio d'Argento che parlava di cime di rapa e di liquirizia e di tagliolini... è stato un tutt'uno.

domenica 25 settembre 2016

Gnocchi di ortiche con sugo al pomodoro e basilico per il contest #dietamediterraneasigrazie



Scrivere di cucina, anche se per diletto e per passione, trattando di piatti della tradizione (e non) e non esagerare con le calorie e con i grassi non è facile.
Seguire le "mode" alimentari del momento, il proliferare dei numerosi sedicenti fast-food dove la qualità delle materie prime utilizzate, viene sacrificata sull'altare della quantità di pasti "veloci" e "gustosi" serviti alle masse, è diventato popolare. 
Nessuno si chiede se questi imperi costruiti sul mantra: veloce-gustoso-economico, si siano mai posti il problema dei danni che cibi troppo ricchi di grassi (soprattutto insaturi) e sale, hanno provocato nelle popolazioni che ne fanno largo uso.
Negli Stati Uniti, dove si è largamente diffuso questo stile di alimentazione, si sta cambiando "passo" dopo che le statistiche hanno reso noto quanto sia aumentata la percentuale di persone obese ed affette da malattie come Diabete e cardiopatie.
Lotta ai grassi, quindi (intesi come componenti alimentari, beninteso, non a coloro che hanno accumulato peso) in gran parte dei Paesi che fino a pochi anni fa dispensavano panini trasudanti salse con alti componenti grasse e salate, a troppa carne nella dieta giornaliera, a fritti, rifritti, precotti etc.
Si è quindi consolidato che la Dieta Mediterranea, ricca di elementi poveri di grassi, di sale, e ricca di vitamine cedute da frutta e verdura, di pesce ricco di Omega 3, sia un valido aiuto a mantenere un fisico integro ed a migliorare lo stile di vita.
Questo tuttavia non significa mangiare "da malati" ma saper scegliere tra sapori ed ingredienti "sani" che ci aiutino a godere dei piaceri della buona tavola senza danneggiare il nostro organismo.
Con pochi (e sani) ingredienti, la fantasia della nostra tradizione, ed un minimo di manualità, ci possiamo gustare piatti gratificanti.
Tutta questa introduzione serve a presentare non tanto la ricetta semplice ma gustosa di oggi, ma un Contest al quale ho deciso di partecipare - DIETA MEDITERRANEA? SI GRAZIE! - promossa dall'Associazione Italiana Food Blogger e l'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II.
Ho scelto un piatto semplice come un piatto di gnocchi: Patate, farina e (in questo caso) le ortiche. 

giovedì 22 settembre 2016

Egregio Ministro Lorenzin, ovvero, l'inutilità e di un Fertility Day.




Egregio Ministro Lorenzin,

rivolgermi a Lei da questa mia semplice pagina, posso convenire, è strano ed "anomalo" ma da qualche giorno ho delle reazioni alla sua campagna sulla fertilità che hanno necessità di essere esternate. 
Mi rendo conto che esternarle dalle pagine di un blog di cucina è quantomeno insolito ma, del resto, come cittadina Italiana, non ho molti modi per dimostrare il mio disappunto e la mia irritazione. 
Irritazione mia e di tanti altri Cittadini Italiani nel vedere quanto superficialmente si tratti un argomento come la Fertilità. 
Vedere sprecati i soldi dei contribuenti (e quindi anche i MIEI) in campagne per promuovere le nascite pensate (e qui ho seri dei dubbi che chi le ha partorite abbia capacità comunicative "professionali") da chi si basa su stereotipi e frasi da effetto senza evidenziare il vero problema del calo della natalità in Italia, beh mi fa imbestialire.
Siete convinti che gli Italiani siano tutti idioti?
Investire nella crescita è encomiabile ma forse porsi un paio di domande prima di "partire a razzo per... (la fine della frase mi pare lapalissiana)" e chiedersi come mai giovani coppie che stentano a trovare un lavoro stabile, con uno stipendio che permetta l'acquisto di una casa, il mantenimento decoroso di una famiglia, non mettano al mondo figli, penso sia solo questione di buon senso.
Quelli che decidono di procreare si trovano travolti da una miriade di problemi per trovare strutture come asili et similia che possano consentire loro di continuare a lavorare (quindi di guadagnare) per mantenere questa nuova famiglia.
Questo è solo una parte marginale di tutta quella parte di burocrazia e di intoppi che continuano poi con il crescere di questi figli, con l'istruzione che ha dei deficit e dei costi, con le scuole elementari che chiedono contributi per generi come sapone, carta igienica che non ottengono da strutture locali e statali.
Con dirigenze scolastiche che chiedono aiuto ai genitori per la sistemazione o l'imbiancatura di alcuni locali...
Non so che favole Le raccontassero da bambina, Egregio Ministro, ma il calo delle nascite non è colpa sicuramente solo del calo della Fertilità!
Già pensare di avviare una campagna di sensibilizzazione con slogan (per citarne alcuni) come "fertilità è un bene comune" o "non aspettare la cicogna" o ancora "la bellezza non ha età ma la sterilità si", mi sembra offensivo.
L'ultima correzione "in extremis" con il manifesto dove si contrappone una gioventù da pubblicità di dentifricio ad una foto di giovani di colore, sottolineando la negatività della seconda, è inqualificabile. 
Egregio Ministro, è mai stata nelle sale di attesa di un centro per la Fertilità? Sono ricolme di coppie (a volte anche "di colore" sa?!) che hanno avuto una vita "normale", comportamenti "sani" ma che, per un motivo o per l'altro, si trovano ad affrontare un calvario (sì, di calvario si tratta) per riuscire ad avere un figlio.
Il calvario (mi creda) non è solo un aspetto fisico delle cure invasive alle quali si sottopongono. Il calvario è tutta la burocrazia che si è costretti a superare, le settimane o i mesi di attesa per essere ammessi alle procedure e le assicuro che parlo con cognizione di causa. Io ci sono passata e so esattamente cosa voglia dire combattere con questi muri di gomma.
Ma la cosa che mi disturba di più sa cos'è? E' il vedere che ancora una volta Lei, che ne è stata promotrice, se ne lava le mani.
Apre un'inchiesta, ritira (ancora!) la campagna e ... "morta lì"; non importa che sono soldi spesi con leggerezza quando sanità e istruzione soffrono di tagli continui.
Questo, glielo assicuro, mi fa imbestialire.
Mi fa imbestialire perché il supporto alla famiglia viene sempre "tirato fuori" e spolverato quando si parla di elezioni, poi "magicamente" finiscono i fondi o si destinano a queste campagne improduttive ed inutili.
Destinarle alla sanità o (al limite) alla scuola dove corsi di sensibilizzazione su comportamenti non sani potrebbe servire a affiancare le famiglie che tentano di educare questi ragazzi, o no?!
Mi ascolti, Egregio Ministro, non butti i nostri soldi per altre campagne "rappezzate" o "raffazzonate" per salvare la faccia: non serve.
Cancelli il Fertility Day perché certi slogan hanno meno valenza di quelli degli anni 60, del tipo "fate l'amore non fate la guerra", anche perché a furia di "correzioni in extremis" per salvarLe la faccia, rischierebbe che (senza la Sua approvazione, beninteso) uscisse la prossima campagna come "Trombata day" (che vista la cilindrata degli autori delle precedenti forse strapperebbe un sorriso e non un'incazzatura).
Con questo chiudo questo sfogo augurandomi, in futuro, di vedere considerati i problemi VERI delle famiglie non solamente in periodo elettorale ma nella quotidiana lotta per la sopravvivenza.

Confidando in un futuro migliore per il mio Paese, rispettosamente La saluto.

Eleonora D.V.